It’s never dull in Hull. Niente è monotono ad Hull. E nemmeno le partite di calcio. I Tigers hanno fermato il Chelsea nel recupero di Premier League. Ora respirano e sono terzultimi. Ma d’altra parte, il campionato dell’Hull è sempre stato così. Fin dal suo arrivo nel grande calcio. Fin dalla promozione del 2007-2008. Lottare come delle tigri arancioni fino all’ultima giornata. E togliersi qualche soddisfazione, magari con la squadra più costosa. Magari contro una corrazzata.
Per evitare la monotonia, solo qualche pennellata di cronaca: il gol del difensore francese Mouyokolo e il pareggio di Drogba su punizione. Il forcing dei blues e la resistenza con gli artigli dei tigers. A tratti davvero commoventi. Il gesto di reazione di John Terry che zittisce la curva che l’ha bersagliato di sfottò dal 1′ al 95′. E il boato, con qualche mugugno della city, a fine partita. Ora, fermi tutti. In questo istante (la partita è finita da meno di due ore) molti tifosi stanno tornando a casa. Chi a Londra con il treno passando da Doncaster, crocevia ferroviario tra nord e sud del paese. Chi, invece, a pochi chilometri dallo stadio. A casa, in zona porto. O magari tra Bev Road e Cranbrook Avenue. Ecco, pensiamo a quest’ultimi. Con un valzer di «se» nella testa. «Se Jan Vennegoor of Hesselink avesse spizzato quella palla». Oppure «Se Tom Cairney avesse dato meglio quel pallone».
Se, se, se. Ma un sorriso tra l’ultimo te e la buonanotte. Un sorriso prima di pensare a un’altra giornata di lavoro. É il graffio alla prima in classifica. Chi l’avrebbe mai detto? É proprio vero, allora, che niente è monotono a Hull.
© Goffredo d’Onofrio
Etichette: bev road, hull, kc stadium, tigers, yorkshire

